In un momento in cui le fratture territoriali si accentuano e le metropoli concentrano sempre più opportunità, una questione centrale si impone ai decisori economici: quale ruolo può svolgere l'impresa nella rivitalizzazione dei territori?
È attorno a questa problematica che è stato organizzato il Club Leadership Engagé, da parte di Le imprese si impegnano e l'Institut Choiseul, presso il Cercle de l'Union Interalliée a Parigi, durante una colazione che ha riunito dirigenti, attori istituzionali ed esperti dell'impegno territoriale.
Imprese e territori: un nuovo orizzonte di impegno
Intitolata "Imprese e territori: un nuovo orizzonte di impegni?", questa tavola rotonda ha messo in luce l'emergere di un concetto ancora poco strutturato ma sempre più determinante: la responsabilità territoriale delle imprese.
Lontana da un semplice ruolo economico, l'impresa appare ormai come:
- un attore della coesione sociale,
- un catalizzatore dell'innovazione locale,
- e un partner a pieno titolo delle transizioni ecologica, sociale ed economica.
Iniziative concrete – rilocalizzazione delle filiere, inclusione attraverso l'occupazione, filiere corte, luoghi terzi, mobilità solidale – dimostrano che il radicamento territoriale può diventare un fattore di resilienza e di performance sostenibile.
Relatori impegnati, con profili complementari
Alla discussione hanno partecipato tre personalità con competenze complementari:
- Natacha Cambriels, presidente di Butagaz, gruppo presente su tutto il territorio francese, comprese le zone meno densamente popolate,
- Victor Delage, fondatore dell'Institut Terram, think tank specializzato nell'analisi delle dinamiche territoriali,
- Jean-Baptiste Sandoz, fondatore di Company Project e ambasciatore francese del Patto per il clima dell'Unione europea.
La tavola rotonda è stata moderata da Clara Michielini, Direttrice delle partnership e dell'innovazione di Entreprises s'engagent.

Dall'intenzione all'impatto: l'esigenza di concretezza
Al centro del dibattito, una constatazione condivisa:
l'impegno territoriale non può più limitarsi al simbolico o alla comunicazione.
I relatori hanno sottolineato l'importanza dei progetti:
- radicati nelle realtà locali,
- costruiti con gli attori del territorio,
- dotati di indicatori di impatto misurabili,
- e in grado di articolare una visione nazionale e azioni locali.
Questa esigenza di coerenza tra discorsi e risultati costituisce oggi un fattore chiave di credibilità per le aziende impegnate.
Company Project: il radicamento territoriale come base della transizione
Attraverso l'esempio di Company Project, Jean-Baptiste Sandoz ha illustrato come una PMI possa diventare un motore strutturale della dinamica territoriale, combinando:
- economia circolare,
- trasformazione industriale,
- inclusione attraverso l'occupazione,
- e formazione alle professioni emergenti.
I progetti sviluppati si basano su una logica semplice:
Le transizioni iniziano nei territori, il più vicino possibile alle esigenze reali, e non in modelli teorici scollegati dalla realtà.
Questo approccio dimostra che l'impegno locale non è un freno alle prestazioni, ma al contrario un acceleratore di valore economico, sociale e ambientale.

Verso un nuovo modello di performance territoriale
Il dibattito ha confermato una forte convinzione sostenuta dal Club Leadership Engagé:
le aziende che si impegnano sinceramente nei territori ottengono risultati migliori nel lungo periodo.
Ricreando legami, riunendo gli attori locali e investendo in progetti sostenibili, l'azienda diventa un attore centrale dello sviluppo territoriale, in grado di rispondere alle grandi sfide contemporanee rafforzando al contempo la propria resilienza.
In conclusione, questo Club Leadership Engagé ha messo in evidenza un cambiamento di paradigma:
– la responsabilità territoriale non è più un'opzione,
– diventa un pilastro strategico della leadership moderna.
Un messaggio chiaro, portato avanti da leader convinti che l'impatto locale sia ormai indissociabile dalla performance globale.





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